Il trucco c’è ma non si vede: gli zuccheri nascosti
Imparare a riconoscere lo zucchero dove meno te lo aspetti

È facile assumere più zuccheri di quanto immaginiamo.
Non soltanto attraverso dolci, biscotti e cucchiaini aggiunti al caffè, ma anche consumando alimenti e bevande nei quali la presenza di zuccheri appare meno evidente.
Per orientarsi meglio non serve eliminare intere categorie di prodotti.
È molto più utile imparare a distinguere le diverse diciture presenti sulle confezioni e osservare l’alimentazione nel suo complesso.
“Senza zuccheri aggiunti” non significa senza zuccheri
Una delle indicazioni che può generare maggiore confusione è “senza zuccheri aggiunti”.
Secondo la normativa europea, questa dicitura può essere utilizzata quando nel prodotto non sono stati aggiunti zuccheri semplici o altri alimenti impiegati per le loro proprietà dolcificanti.
Il prodotto, però, può contenere gli zuccheri naturalmente presenti nei suoi ingredienti, come quelli della frutta o del latte.
Anche la voce “di cui zuccheri” nella tabella nutrizionale comprende gli zuccheri totali dell’alimento, senza distinguere tra quelli naturalmente presenti e quelli aggiunti durante la produzione.
Per capire meglio la composizione è quindi necessario leggere sia la tabella nutrizionale sia l’elenco degli ingredienti.
I diversi nomi dello zucchero
Zucchero, destrosio, miele, melassa, sciroppo di glucosio e succhi di frutta concentrati sono alcuni degli ingredienti che possono contribuire al gusto dolce. La loro presenza non rende automaticamente un alimento da evitare, ma aiuta a valutarne quantità e frequenza di consumo. Gli zuccheri possono comparire anche in salse, cereali per la colazione, yogurt aromatizzati, prodotti da forno, piatti pronti, succhi e tè freddi.
Dolcificanti e polioli
Stevia, aspartame, sucralosio e saccarina possono ridurre la quantità di zucchero di alcuni prodotti, ma non rappresentano automaticamente una strategia per dimagrire.
Xilitolo, eritritolo e maltitolo appartengono invece ai polioli. Un consumo elevato può provocare disturbi intestinali o effetti lassativi, motivo per cui alcuni prodotti devono riportare un’avvertenza specifica.
Lo zucchero, dunque, non va demonizzato: contano quantità, frequenza e qualità complessiva della dieta.
L’OMS raccomanda di mantenere gli zuccheri liberi sotto il 10% dell’energia quotidiana, suggerendo di scendere sotto il 5% per ulteriori benefici. Come raccontato ne “Il giro vita in 80 giorni”, il cambiamento sostenibile nasce da scelte realistiche: ridurre gradualmente il gusto dolce è spesso più efficace di un divieto rigido e difficile da mantenere.
Consigli pratici:
- Confronta gli zuccheri per 100 g o 100 ml tra prodotti simili.
- Controlla i primi ingredienti, presenti generalmente in quantità maggiore.
- Osserva anche succhi, tè freddi e altre bevande.
- Preferisci più spesso yogurt bianco, aggiungendo frutta fresca.
- Riduci gradualmente lo zucchero nel caffè o nel tè.
- Considera sempre anche la porzione e la frequenza di consumo.
Fonti:
Organizzazione Mondiale della Sanità – Linee guida sull’assunzione di zuccheri negli adulti e nei bambini.
Organizzazione Mondiale della Sanità – Linee guida sull’uso dei dolcificanti non zuccherini, 2023.
Regolamento CE n. 1924/2006 – Indicazioni nutrizionali, compresa la dicitura “senza zuccheri aggiunti”.
Commissione europea – Informazioni nutrizionali obbligatorie sulle confezioni.
Commissione europea – Ordine degli ingredienti nelle etichette alimentari.
Regolamento UE n. 1169/2011 – Avvertenza relativa al consumo eccessivo di polioli.
Guide pratiche collegate
Passa subito all'azione con queste guide rapide selezionate per questo articolo.

Come fare per… riconoscere lo zucchero nascosto

Come fare per… riconoscere lo zucchero nascosto
Impara a scovarlo in etichetta prima di metterlo nel carrello


